come fare un pastore per presepe

come fare un pastore per presepe

Ringrazio il Sig. Giordano per avermi permesso l’inserimento della sua guida, presente sul sito http://www.aformadidea.com/pastorenapoletano.htm

Realizzare un personaggio del Presepe, utilizzando la tecnica usata dai maestri del 1700 è un’operazione articolata e complessa, che richiede una buona manualità specie per la modellazione del materiale (argilla naturale o sintetica), per la pittura ed, ovviamente, capacità creative, conoscenza dell’anatomia e senso delle proporzioni. Ritengo, tuttavia, che chi voglia mettersi alla prova potrà cominciare a costruire un personaggio seguendo i consigli che darò di qui in avanti, cercando di realizzare al meglio quanto descritto. So che esistono anche kit di pezzi già pronti da montare, ma, sinceramente, ritengo che un’opera, per quanto modesta, ha sicuramente un valore maggiore se realizzata totalmente, anche se con qualche difficoltà o incertezza. Ritengo inoltre, e questo lo dico per esperienza, che se veramente si vuole arrivare ad un risultato, sicuramente il livello di impegno sarà più alto e migliore sarà il prodotto finale.

Le fasi per fare un Personaggio del Presepe

Le fasi della lavorazione sono sostanzialmente sette:

  1. Modellazione del materiale (argilla naturale o argilla polimerica detta anche pasta sintetica nei vari tipi in commercio) per la costruzione della testa, delle mani e delle gambe;
  2. Essiccazione e/o cottura;
  3. Carteggiatura e innesto occhi in vetro;
  4. Preparazione fondo o imprimitura;
  5. Pittura (olio o acrilico);
  6. Patinatura anticante con cera noce o altre tecniche;
  7. Assemblaggio e vestizione.

I Materiali

La scelta del materiale da usare va fatta tenendo conto di vari fattori: se si deciderà di usare l’argilla naturale senz’altro determinante è l’avere o meno la disponibilità di un forno per cuocere i pezzi finiti e che raggiunga almeno la temperatura di 940/960° che trasformeranno l’argilla essiccata in terracotta. Sostanzialmente, a parte la rispondenza con le caratteristiche storiche degli originali a cui ci ispiriamo, sia l’argilla naturale che l’argilla polimerica (o pasta sintetica comunque si voglia chiamare) o altri composti simili fino alla più modesta e comune pasta modellabile “DAS” possono andare bene. Va precisato che le varie paste sintetiche, a parte il “DAS”, richiedono comunque cotture, anche se a temperature più basse e perciò raggiungibili anche con comuni forni da cucina.

l “CERNIT“, una delle paste sintetiche più comuni, è prodotto dalla ditta tedesca T+F GmbH disponibile in 5 versioni: CERNIT NUMBER ONE (lucentezza di porcellana), CERNIT GLAMOUR (perlato e colori metallici), CERNIT NEON LIGHT (fluorescente), CERNIT NATURE’S COLORS (nei colori della natura) e CERNIT DOLL COLLECTION (adatto per la creazione di bambole), commercializzato in una vasta gamma di colori, è un prodotto molto sensibile alla temperatura. Il calore lo rende più malleabile, mentre con il freddo diventa più duro e quindi più facile da strutturare. Non si asciuga all’aria ma dovrebbe comunque essere conservato in un luogo fresco.

Il Cernit indurisce definitivamente in forno preriscaldato tra i 100 e 130 gradi in 15/30 minuti a seconda della grandezza dell’oggetto. Nei forni termoventilati la temperatura deve essere di 100 gradi. Maggiori informazioni sul sito:

http://www.cernit.com/cernfram.htm

Il FIMO è prodotto dalla EBERHARD FABER. Si può trovare in due versioni: la Classic è una pasta di tipo più duro che permette, a chi ne ha la necessità, di creare lavori più precisi. Il tipo Soft è invece più morbida e quindi più facile da lavorare. Tutte e due le versioni sono disponibili in 24 colori (naturalmente miscelabili tra loro). Cuoce in forno a 130 gradi (è importante, per questo prodotto, rispettare la giusta temperatura di cottura). Esiste anche un sito Web dove trovare altre informazioni: http://www.fimo.com

La pasta CREALL-THERM si può trovare in panetti da 65 e 500 grammi (di quest’ultima pezzatura esiste anche il barattolo in plastica trasparente che permette la visione del contenuto). Anche questa pasta viene prodotta in vari colori. Cuoce sempre in forno a 130 gradi per almeno 20-30 minuti. Info: http://www.bricomedia.it/psint/materiali/creall.htm

Il “GEMCOLOR”, commercializzato in 41 colori e in panetti da 65 e 250 grammi, cuoce in forno a 110 gradi per 15-30 minuti a seconda dell’oggetto. Si tratta di un prodotto francese ma potreste trovare ulteriori informazioni al sito del distributore italiano OMYA COLOR: http://www.omya.com

D’ora in avanti, parleremo per comodità, di argilla fresca, senza ulteriori specificazioni intendendo così il materiale da modellare.

FASE 1 – LA MODELLAZIONE

Le parti da modellare sono solo quelle che, a lavoro finito, saranno visibili e cioè: la testa, le mani complete di avambraccio e la parte finale delle gambe, che alla fine andranno assemblate sul corpo costituito da stoppa e filo di ferro.

Partendo dall’argilla fresca si modella la testa dandole un certo movimento sottolineando i muscoli del collo e i tratti somatici dell’espressione.

Non sarebbe male schizzare preventivamente un progetto di massima, o meglio ancora utilizzare foto di personaggi caratteristici.

Quando la testa ci sembrerà conclusa, sarà opportuno svuotarne l’interno cercando di mantenere uno spessore più omogeneo possibile che consentirà una più rapida essiccazione quindi, con cautela, si scaveranno le orbite dove alloggeranno gli occhi di vetro.

NB: Gli occhi solitamente sono fatti con semisfere o spicchi di vetro e colorate all’interno partendo dall’iride, ne esistono anche in ceramica e solitamente sono ditte tedesche che li producono. Vengono montati e stuccati con il Milliput (bicomponente).

La testa va svuotata un po’ prima dello stato “cuoio” (fase di indurimento) – i tratti quindi non si rovineranno.

E’ necessario, inoltre forare la pettiglia avanti e dietro (vedi disegno) per poterla innestare e fissare sul manichino in fase di assemblaggio.

Nella fase di modellazione l’argilla dovrà avere un grado omogeneo di umidità, pertanto, se interrompiamo il lavoro, avremo cura di tenere umida la nostra scultura con pellicola o riponendola in un astuccio di argilla fresca.

Utilizzeremo lo stesso procedimento per le mani e le gambe svuotando, anche in questo caso, avambracci e polpacci, che verranno, nella fase di montaggio, innestati e fissati sul manichino di stoppa.

personaggio presepe ultimato

personaggio presepe ultimato

personaggio presepe ultimato

personaggio presepe ultimato

FASE 2 – ESSICCAZIONE E/O COTTURA

I pezzi finiti, che avremo lasciato essiccare naturalmente fino alla completa asciugatura, dovranno essere ora cotti nel forno.

Dopo la cottura a 940/960° per l’argilla naturale (per gli altri prodotti attenersi alle istruzioni fornite dal produttore), l’argilla diventa terracotta.

Nel caso di cottura al forno, per l’argilla naturale, si ricorda che la temperatura va portata a livello massimo in modo graduale ed in modo graduale deve tornare a livello ambiente per evitare che i pezzi subiscano danni.

A questo punto del lavoro, risulteranno inevitabilmente presenti piccole imperfezioni che dovranno essere rimosse carteggiando il pezzo con cura con una carta abrasiva molto fine (400). Solo quando la superficie risulterà, al tatto, liscia e levigata si potrà procedere alle fasi successive.

FASE 3 – CARTEGGIATURA E INNESTO OCCHI DI VETRO

Sulla testa, dopo la cottura e la carteggiatura dovremo inserire gli occhi di vetro nelle orbite precedentemente scavate. Occorre uno stucco a base di colla e terracotta polverizzata. Per questa operazione consiglio l’acquisto di occhi in pasta di vetro, poiché quelli di vetro dipinto lasciano trasparire lo spessore del vetrino risultando falsi ed inespressivi. Posizionarli nell’orbita vuota, avendo cura di orientare lo sguardo verso un punto fisso, modellare le palpebre con lo stesso stucco e lasciare asciugare.

FASE 4 – PREPARAZIONE FONDO O IMPRIMITURA

La terracotta è un materiale estremamente poroso ed assorbente, pertanto necessita di imprimitura, cioè di una preparazione di base che la renda idonea ad essere decorata. Per gli altri prodotti bisognerà caso per caso tenere conto delle istruzioni del produttore. Se si decide di usare colori ad olio sarà comunque necessario procedere a questa fase preparatoria per garantire la tenuta del colore. Nel nostro caso l’imprimitura è composta da gesso e colla, in altri casi da olio di noce oppure bianco d’argento (Carbonato basico di piombo o Biacca Fare attenzione alla tossicità del prodotto).

Per la colorazione a tempera basta preparare con una mano di colla. Prepariamo quindi i prodotto necessario e stendiamolo uniformemente con un pennello morbido su tutta la superficie dei pezzi così da renderli impermeabili e pronti per la fase successiva. La superficie, quando l’imprimitura risulterà perfettamente asciutta, è pronta per la coloritura.

FASE 5 – PITTURA (OLIO O ACRILICO)

Occorre, prima di tutto, preparare il giusto colore che imiti quello dell’incarnato. Per fare ciò, mescolare del bianco con pochissima terra d’ombra, pochissima ocra gialla e un puntino di cinabro. Esaltare con il cinabro le gote, le palpebre, i muscoli del collo, il dorso delle mani e le dita. Ne caso di pittura ad olio, se si dovessero notare troppo le pennellate, per nasconderle, ecco un piccolo trucco: prima che il colore asciughi completamente, passare molto delicatamente un pennello morbido, pulito e intriso di acqua, sulla superficie dipinta ad olio e le pennellate spariranno.

Il colore ad olio impiegherà dalle 24 alle 48 ore ad asciugarsi. Solo quando sarà perfettamente asciutto si potrà passare alla fase successiva. Dati i lunghi tempi di essiccazione del colore ad olio, io preferisco usare l’acrilico. Va precisato, comunque, che se non si ha una buona manualità, l’olio è da considerarsi più idoneo perché ci consente, proprio per la sua lenta essiccazione, di tornare più volte sulle sfumature per perfezionarle.

FASE 6 – PATINATURA E FINITURA DEI PEZZI

La fase successiva servirà a dare ai pezzi quella patina lucida e morbidamente bruna che li renderà particolarmente preziosi come se fossero realmente antichi.

Se avremo usato il colore ad olio, la patinatura sarà fatta con cera noce diluita con essenza di trementina.

Questo preparato viene prodotto con cera d’api ed essenza di trementina, qualche volta con l’aggiunta di cera carnauba, e un po’ di cera noce presa da quei bastoncini per il restauro dei mobili.

Si ottengono con questa cera delle lucidature inimitabili. il prodotto può essere dato direttamente a temperatura ambiente o scaldandolo a bagnomaria.

Dopo che la velatura si sarà perfettamente asciugata (per la cera occorreranno circa 6 ore) per dare alla patina un aspetto morbido e lucido occorrerà strofinare con un panno di lana.

Se avremo usato altre tecniche pittoriche bisognerà valutare volta per volta il da farsi tenendo sempre conto che il prodotto da usarsi per la patinatura, dovrà essere compatibile con i colori usati per la pittura dei pezzi, per evitare che si danneggi il lavoro precedente.

Tanto per completezza di informazione va detto che, in caso di utilizzo di colori acrilici o delle più comuni tempere, possono essere usati nero giapponese o catramina opportunamente diluiti con essenza di trementina per ottenere la brunitura del pezzo.

Una volta distribuito uno strato leggero sulle parti da trattare, prima che il preparato si asciughi completamente, si passerà uno straccio morbido per ripulire delicatamente le parti in rilievo così da lasciare una patina bruna nelle depressioni.

Dopo la completa asciugatura del prodotto (circa 1 o 2 ore) verniciare gli oggetti con una vernice di finitura a base di cera.

Ad asciugatura ultimata, si può passare il solito panno di lana morbida per lucidare la patinatura.

personaggio presepe ultimato

FASE 7– ASSEMBLAGGIO E VESTIZIONE

Finalmente i pezzi plasmati e dipinti, testa ed arti, sono pronti per l’innesto sul manichino che avremo precedentemente preparato creando una struttura in filo di ferro dolce “imbottito” con della stoppa così da formare un corpo appena abbozzato, ma proporzionato agli altri componenti preparati. La rifinitura del corpo non è importante, poiché esso, una volta assemblato, verrà vestito con abiti e accessori. Per l’innesto della testa, Infilare dello spago nei fori della pettiglia utilizzando un ago da materassi e con due o tre giri fissare la testa al manichino.

Annodare e saldare con una pistola per colla a caldo. Sempre con la colla a caldo, fissare gli arti completando il personaggio.

La vestizione è la fase conclusiva che dovrebbe essere affidata ad una persona specifica in quanto, per quest’operazione, si richiedono requisiti quali una sensibilità particolare e capacità molto affine a quella del vero e proprio sarto. Importante è la scelta delle stoffe, la conoscenza degli abiti d’epoca; la cucitura a mano sempre più gradita di quella a macchina anche se quest’ultima può risultare più pratica e veloce. Le stoffe usate saranno adeguate al personaggio, così che per i pastori si creeranno costumi con tessuti poveri e grezzi, mentre per i Re Magi, si useranno stoffe di maggior pregio e bellezza. Vestito e montato su di una base di legno e atteggiato in una posa idonea, anche grazie alla sua “anima” di filo di ferro dolce e duttile che ci permetterà di creare diverse pose, il nostro capolavoro è pronto ad essere inserito nella scena del Presepe

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