Presepe palestinese 2013

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giova
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Presepe palestinese 2013

Messaggio da giova » sab dic 14, 2013 9:37 am

Presepe palestinese 2013.
Precisazioni: per la costruzione del presepe non è stato utilizzato nulla che non si trovi in natura [murature, grotta, rocce ecc. provengono da materiale prelevato dalle piccole cave di "pietra molera" presenti nella mia zona e incise ove necessario con la tecnica usata dai nostri "vecchi", la colorazione ed il terreno sono ottenuti col terriccio di tali siti, le piante da radici, i fiori da fiori di una particolare pianta trovata nel bosco].
Le statuine della Madonna che culla il suo Bimbo e di Giuseppe sono stati realizzati dall'amico Paolo Stoppa
(al link http://www.gfmnet.it/gfm/paolostoppa/ si può vedere il particolare stile dell'artista). Le altre statuine sono di 12 cm.

Il sito: un piccolissimo villaggio posto su una qualsiasi collinetta rocciosa in un punto qualunque del deserto del Sinai.
La scena madre: la nascita "povera" di Gesù in un luogo destinato al ricovero degli animali perché non c’era per Maria e Giuseppe posto nell'albergo.
Le scene secondarie:
1.- l’adorazione dei pastori che rappresentano la parte più emarginata del popolo
2.- l'albergatore che rappresenta la "elite" del popolo o meglio la categoria dei ricchi di quell'epoca.

Il mio intento è quello di evidenziare la profonda differenza comportamentale dei personaggi delle scene secondarie.
I pastori: "Nella notte videro un angelo luminoso ....". Una visione formidabile che li intimorisce e genera in loro forte emozione. Ma subito dopo sono invitati a non temere: “Non temete ....". Non potevano sbagliare: nessun bambino in quella notte nasceva in quelle condizioni ovvero in una stalla.
Quelle indicazioni ricevute dall'angelo generarono in essi il sentore che la loro soglia di povertà, cioè della parte più emarginata del popolo, era, in confronto a una tale situazione, qualcosa di più comodo, di più sicuro.
Partirono con viveri o, meglio, con quel poco che avevano. Con il loro intuito trovarono la grotta usata come stalla e vi entrarono.

L'albergatore: ha fiutato fior di guadagni (dato il censimento ordinato da Cesare Augusto) ed ha pensato che era molto meglio conservare i posti per gente più ricca poiché quei due (palesemente poveri) non gli avrebbero dato molto. I ricchi (lo mostra lo sguardo rivolto lontano dalla scena madre del personaggio al balcone della sua bellissima magione) restano non solo indifferenti ma pensano, anzi, solo ad aumentare la propria ricchezza.

La stalla in cui nacque il Bambino è un invito a immedesimarci nelle gravi difficoltà in cui versano tante persone povere.
L’albergo in cui “non c’era posto” per una madre in procinto di partorire (e nessuno le cedette il suo) è invece il simbolo del nostro egoismo.
La differenza tra i due stati è evidenziata anche dalla staccionata (che divide in due gli spazi) e dalla differenza delle murature di protezione a nord (nella 7° foto sottostante).

[Notazione storica - Chi erano i ricchi al tempo di Gesù? In un’epoca in cui predomina l’agricoltura e la pastorizia, la ricchezza viene dalla terra. I ricchi sono i grandi proprietari terrieri. In Palestina i grandi possedimenti erano in mano principalmente ai Sadducei, dal cui gruppo veniva fuori sempre il Sommo Sacerdote. Questi padroni avevano sotto di sé una grande quantità di schiavi e un certo numero di operai pagati a giornata. Il tempio di Gerusalemme, oltre che centro religioso, era anche il centro economico e finanziario. I pellegrini dovevano cambiare i soldi per le offerte e comprare gli animali per i sacrifici. Così i poveri andavano ad aumentare la ricchezza di quelli che erano già ricchi sfondati e a monte erano i loro sfruttatori.]

Vista generale senza statuine
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Vista da est
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Natività Paolo Stoppa
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Vista generale con statuine 12 cm
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Particolare grotta
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Particolare Maria con Bambino
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Particolare staccionata
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Particolare pastore
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Particolare altro pastore
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Particolare pastore in arrivo
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Pianta vicino grotta
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Particolare entrata secondaria albergo
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Cortile albergo
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Particolare entrata albergo
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Pianta cortile albergo
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Particolare base albergo
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26/12/2013
“I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.”

Infine i pastori vivono un ulteriore gesto di umiltà e fedeltà: il loro cuore trabocca la gioia di chi si sente amato, di chi si sa accolto, la gioia di chi sa d'esser stato scelto a vedere la Vita.
Lo denota la foto in cui si vedono i tre pastori che non hanno voltato le spalle alla grotta ma stanno ritornando ai propri luoghi di partenza.
La loro vita non è più quella di prima. Continueranno a vegliare il gregge di notte, andranno ancora in cerca d'erba e di fonti d'acqua, toseranno ancora le loro pecore e faranno attenzione ai belati: ma sarà un'altra cosa.
La vita, però, non è più chiusa, il cielo non è più una scodella rovesciata sotto la quale si devono affannare, la terra con la sua notte ed i suoi giorni brevi non è più nemica.
Ora c'è l'Amico.


Ritorno dei pastori
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Ultima modifica di giova il gio dic 26, 2013 3:23 pm, modificato 3 volte in totale.

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Re: Presepe palestinese 2013

Messaggio da Parmenione » dom dic 15, 2013 11:00 am

Bella spiegazione del tuo presepe. :wink:
L'arca di Noè era stata costruita da dilettanti, il Titanic da professionisti....

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